Hip Hip Ninà

Hip Hip Ninà, oltre ad essere il ritornello con il quale incito all'esultanza la mia cagnetta, è un invito.
L'invito a coltivare la determinazione ad appassionarsi e stupirsi, nonostante tutto.

Being the jingle I use to incite my little dog to play, Hip Hip Ninà is an invitation. The invitation to keep on being fascinated and amazed, no matter what happened to us before.

Lilja

Sono Laura e vivo in Italia, dove scrivo, per vocazione e per lavoro. In questo spazio condivido quel che per me è d'ispirazione e che di giorno in giorno attingo dal mondo della fotografia, del design, della poesia e dall'opera di artisti emergenti.

I am Laura and I live in Italy, where I write, as a work and a vocation. This is the place in which I share whatever I find inspiring, enchanting and interesting in design, photography, poetry and emerging art.

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martedì 5 luglio 2011

Christian The Lion






Nel 1969 due ragazzi australiani, John Rendall e Anthony "Ace" Bourke, si imbatterono in un cucciolo di leone di poche settimane, rinchiuso in una gabbia angusta e sporca della sezione Animali Esotici dei grandi magazzini Harrods, a Londra. Preoccupati per le condizioni del cucciolo e per il destino nel quale il piccolo avrebbe potuto incappare se fosse finito in mani sbagliate, i due amici decisero di comprare il leone, che fu ribattezzato Christian.

John e Ace allevarono il cucciolo, che inizialmente visse in appartamento con loro e che fu poi trasferito nel più spazioso seminterrato del negozio nel quale i due ragazzi lavoravano. 

Christian cresceva a vista d'occhio e il retro-negozio giorno dopo giorno diveniva sempre meno adatto ad ospitarlo. Fortunatamente il vicario di Moravian Chapel, il quartiere nel quale si trovava il negozio di Ace e John, concesse ai due ragazzi il campo del cimitero, che era munito di un ampio prato, per permettere al leone di scorrazzare liberamente per qualche ora al giorno. John e Ace ambivano però a poter assicuare a Christian molto più che qualche ora di libertà al  giorno.

Per un caso fortuito, quando Christian aveva ormai già un anno, si presentarono al negozio di Ace e John gli attori Bill Travers e Virginia McKenna. I due avevano appena finito le riprese di Nata Libera, il film tratto dal romanzo di Joy Adamson che narra le vicende di Elsa, una leonessa cresciuta dalla Adamson e dal marito, il naturalista George Adamson, e reintegrata con successo nel suo habitat naturale, in Kenya.

D'accordo con i due ragazzi, gli attori contattarono Adamson, la cui proposta di reintegrare Christian nella sua riserva naturale in Kenya fu accettata da Ace e John.

Adamson avvertì i due ragazzi che la reintroduzione di Christian sarebbe stata molto più difficile di quella di Elsa e che probabilmente l'esperimento sarebbe fallito. Elsa infatti era nata in Kenya ed era quindi sempre vissuta nel suo habitat naturale, anche se in cattività. Christian, che era stato partorito in uno zoo e aveva sempre vissuto in casa con i due amici umani, non era invece neppure lontanamente abituato ai rumori, agli odori e soprattutto al clima africano, che, Adamson temeva, avrebbe potuto non tollerare.

Arrivato in Kenya, fortunatamente, Christian rispose positivamente agli sforzi intrapresi da Adamson per reintegrarlo.
Ace e John ripartirono per Londra con il cuore gonfio di speranza e con la richiesta ad Adamson di tenerli costantemente informati sugli sviluppi della reintegrazione di Christian.

In breve tempo, grazie alla sua curiosità e alla sua intelligenza, Christian riuscì a fare amicizia con un altro leone di Adamson, Boy, che lo riconobbe come capobranco. Dopo varie vicissitudini, tra le quali la morte di Boy, Christian riuscì a prendere contatto con due femmine e ad organizzarsi in un nuovo branco, che presto fu allargato dai suoi cuccioli.

Circa due anni dopo l'inizio del reinserimento di Christian, John e Ace decisero di recarsi in Kenya per vedere con i loro occhi i progressi del loro amico.
Adamson avvertì i due ragazzi che il viaggio sarebbe stato uno spreco di tempo, poiché Christian, che non si faceva vedere da almeno nove mesi, era probabilmente finito nelle grinfie di qualche bracconiere senza scrupoli. I due amici deciso di partire comunque.

All'arrivo in Africa John e Ace furono accolti da Adamson con una novità: la notte prima, mentre loro erano in volo, Christian era infatti ricomparso nelle vicinanze del campo, con le sue compagne e i suoi cuccioli. "Christian è arrivato ieri sera. È qui con le sue leonesse e i loro cuccioli. È appostato sulla sua roccia preferita al di fuori del campo. Vi sta aspettando" disse Adamson che, con la moglie Joy, aveva spesso parlato nei suoi scritti di una sorta di sesto senso dei leoni, una capacità telepatica che scattava soprattutto nella relazione con gli umani.
I due amici furono, comunque, ulteriormente avvertiti del fatto che il leone avrebbe potuto non riconoscerli e, conseguentemente, attaccarli. 

Nonostante ciò i due ragazzi si recarono all'incontro e quello che avvenne fu documentato da un filmato che, dalla sua messa in onda nel 2008, continua a commuovere i visitatori di tutto il mondo. La prima parte del filmato ritrae Christian nel periodo della sua vita a Londra, la seconda testimonia dell'incontro, a distanza di due anni, tra Christian e i suoi amici umani.

In quell’occasione l'incontro con Christian si prolungò per tutta la notte, fino alla mattina successiva. Seguirono altri incontri tra Ace, John e Christian, fino a quando Christian non decise di divenire a tutti gli effetti un leone selvatico e di allontanarsi per sempre dal campo di Adamson.

(Racconto rimaneggiato a partire da qui)


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