Hip Hip Ninà

Hip Hip Ninà, oltre ad essere il ritornello con il quale incito all'esultanza la mia cagnetta, è un invito.
L'invito a coltivare la determinazione ad appassionarsi e stupirsi, nonostante tutto.

Being the jingle I use to incite my little dog to play, Hip Hip Ninà is an invitation. The invitation to keep on being fascinated and amazed, no matter what happened to us before.

Lilja

Sono Laura e vivo in Italia, dove scrivo, per vocazione e per lavoro. In questo spazio condivido quel che per me è d'ispirazione e che di giorno in giorno attingo dal mondo della fotografia, del design, della poesia e dall'opera di artisti emergenti.

I am Laura and I live in Italy, where I write, as a work and a vocation. This is the place in which I share whatever I find inspiring, enchanting and interesting in design, photography, poetry and emerging art.

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martedì 10 agosto 2010

Fifty People, One Question


PostSecret: Confessions on Life, Death and God from Frank Warren on Vimeo.

Or: when the simplest suggestion takes flight and lifts the whole world.

The strarting idea is so basic to be touching: to take a video-camera and to open its cyclops' eye onto street corners in New York, Perugia or San Francisco. To put behind the camera a filmaker with a wanderer eye, with a gipsy sensitivity able to alight here and there with levity. To stop common people, people who are tall, short, thin, fat, young, old, suffering, extroverted, bashful: women and men who find strenght and time enough to give away to strangers a glimmer of their own. To ask these people a question, a question that is easy and hard to be answered at the same time: what's your secret? Where would you wish to wake up tomorrow? Before the end of today, what would you wish to happen?
Fifty people, for four videos of an "in fieri" project. Fifty people which, in London, New Orleans, Brooklyn, have accepted to open up their eyes on their own, to watch at their image reflected into our farway pupils.
Do they lie? Do they evade the issue? Do they improvise?
I do not know.
Not even I know what I would have answered, in front of that sudden camera, in front of that circus of prismatic emotion.


Fifty People, One Question: New York from Fifty People, One Question on Vimeo.


Ovvero quando una suggestione semplicissima prende il volo e dietro a sé solleva il mondo.

L'idea iniziale è commovente nella sua essenzialità: prendere una videocamera e spalancare il suo occhio di ciclope a un angolo di strada, a New York, Perugia o San Francisco. Posizionare dietro alla macchina un filmaker dallo sguardo vago, dalla sensibilità zingara, capace di posarsi qui e là con leggerezza. Fermare persone comuni, persone alte, basse, grasse, giovani, anziane, sofferenti, estroverse, schive: donne e uomini che abbiano la forza e il tempo di donare a degli sconosciuti uno sprazzo di sè. Porre a queste persone una domanda, una domanda facile e difficile insieme. Dove vorresti svegliarti domattina? Qual è il tuo segreto? Prima della fine di oggi, cosa vorresti che accadesse?
Cinquanta persone, per quattro video di un progetto in fieri. Cinquanta persone che a Londra, New Orleans, Brooklyn hanno accettato di aprire gli occhi su loro stesse, guardare la loro immagine riflessa nelle nostre pupille lontane. Mentono? Svicolano? Improvvisano?
Non lo so. Neppure so cosa avrei risposto io, davanti a quella telecamera improvvisa, a quel barnum cangiante d'emozione.

*Found thanks to/ scoperto grazie a Martinside

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